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Albo pretorio on line e privacy dei cittadini

Trascorsi i tempi previsti dalla legge per pubblicare documenti nell’albo pretorio on line, il Comune deve rimuovere dal sito istituzionale quelli che contengono dati personali o renderli anonimi

La diffusione di informazioni in grado di identificare le persone oltre i termini stabiliti è illecita.

Lo ha affermato il Garante nel vietare ad un Comune di diffondere ulteriormente in Internet, oltre i 15 giorni stabiliti dalla norma, i dati personali di una donna contenuti in una deliberazione della Giunta comunale.
Il Comune inoltre, dovrà apportare le necessarie modifiche per mettersi in regola con leLinee guida adottate nel 2011 dal Garante in materia di pubblicazione on line dei documenti.
 
Il caso è stato sollevato da una donna che si è rivolta all’Autorità lamentando una illecita diffusione di dati a causa della permanenza sul sito del Comune, oltre i termini di legge, di una delibera di giunta comunale contenente nome e cognome, indirizzo e dispositivo di una sentenza di rigetto di un ricorso presentato contro un accertamento Ici. Informazioni che anche dopo un primo intervento del Garante e nonostante le modifiche apportate dal Comune continuavano ad essere presenti sul sito. Pur avendo infatti modificato le modalità di pubblicazione delle delibere riguardanti i ricorsi, sostituendo i nominativi dei ricorrenti con degli omissis, la delibera con il nome della donna era sempre reperibile sul sito, determinando così una illecita diffusione di dati non consentita da alcuna norma.
 
Con separato provvedimento l’Autorità sta valutando gli estremi per contestare al Comune una sanzione amministrativa per l’illecito commesso. 
Scheda pratica per "Albo pretorio on line e privacy dei cittadini "
ProprietÓ dell'articolo
autore: Articolo tratto dal sito Federprivacy
fonte: Newsletter Garante Privacy del 27.03.2012
creato: lunedý 2 aprile 2012
modificato: lunedý 2 aprile 2012